Come scegliere l'abbigliamento per il tempo uggioso

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Gli italiani amano la montagna e le gite all’aperto: escursioni, passeggiate nei boschi e momenti di relax immersi nella natura fanno parte della nostra cultura. E se è vero che ogni persona ha il suo stile, ciò che non cambia è la passione per l’avventura, anche con il tempo incerto.
È sorprendente quante persone si incontrino in natura con pioggia, nebbia o vento, spesso con abbigliamento poco adatto. Non vogliamo giudicare lo stile personale, ma è importante soffermarsi sull’aspetto funzionale dell’abbigliamento.
Vuoi rimanere al caldo senza sudare troppo? Preferisci piedi asciutti e confortevoli, oppure vuoi rischiare di portarti a casa un raffreddore insieme ai ricordi della giornata?
Se desideri goderti le tue escursioni senza disagio, la scelta dell’abbigliamento giusto è fondamentale: dall’intimo tecnico fino alla giacca impermeabile.
Il principio chiave è il cosiddetto sistema a strati, che permette di adattarsi rapidamente alle condizioni climatiche e garantisce corpo asciutto, caldo e confortevole, anche nelle giornate più grigie e ventose.

Sistema a strati (“a cipolla”)
Il sistema a strati, conosciuto anche come “a cipolla”, è un metodo consolidato per sovrapporre i capi di abbigliamento in modo da sfruttarne al meglio le proprietà funzionali.
Ogni strato (in genere si identificano 3 strati principali) ha una funzione specifica, e trascurarne anche solo uno può compromettere l’efficacia dell’intero sistema. La stratificazione dipende non solo dalle condizioni climatiche, ma anche dalle esigenze personali, con l’obiettivo di garantire il massimo comfort possibile.
1. strato base (traspirante, assorbente, confortevole)
Questo strato costituisce il livello più vicino al corpo e deve aderire bene alla pelle. La sua funzione principale è allontanare rapidamente e in modo efficace l’umidità corporea, mantenendo il corpo asciutto. In generale, questo strato è conosciuto come intimo tecnico funzionale.
Questo strato ha la funzione di trasportare l’umidità dal primo strato e, al contempo, mantenere il calore corporeo. Si utilizzano materiali tecnici in grado di trattenere grandi volumi d’aria, con bassa assorbenza e buona capacità di trasporto dell’umidità. In questa categoria rientrano tutti i capi in pile (fleece) di diversi pesi e finiture superficiali.
3. strato esterno (protettivo)
Questo strato svolge un ruolo chiave nell’intero sistema, anche se da solo non sarebbe efficace senza gli altri strati. Deve mantenere asciutto lo strato isolante sottostante, prevenendo perdite di calore dovute all’accumulo di umidità (sudore), e allo stesso tempo deve essere impermeabile per impedire l’ingresso di acqua dall’ambiente esterno. Per questo motivo, i capi tipici di questa categoria sono realizzati con materiali dotati di membrana, rivestimento o almeno con trattamento idrorepellente.

Cosa indossare, quindi? Iniziamo dallo strato a contatto con la pelle.
Intimo funzionale
Lo strato più vicino al corpo dovrebbe essere sempre costituito da intimo tecnico. La parola “tecnico” riflette l’insieme delle proprietà di questi capi, che garantiscono il massimo comfort durante l’attività all’aperto.
Un’ottima scelta per lo strato base è l’intimo in lana merino. Questa lana possiede diverse caratteristiche uniche che ne hanno determinato la grande popolarità: non trattiene gli odori, è naturalmente antibatterica, mantiene il calore anche quando è umida e non è infiammabile.
I capi realizzati con questo materiale quasi “miracoloso” sono particolarmente indicati per condizioni di freddo moderato o intenso.

Nei giorni caldi e soleggiati, è invece consigliabile preferire fibre sintetiche come il Coolmax, che mantiene il corpo asciutto, previene il surriscaldamento e asciuga molto rapidamente. Questo tipo di intimo è particolarmente adatto per attività brevi o fisicamente impegnative.
La scelta del materiale dipende dalle condizioni in cui vi trovate. Tuttavia, qualunque tipo di intimo tecnico scegliate, è fondamentale scegliere la taglia giusta, che aderisca perfettamente al corpo: solo così si ottiene la massima funzionalità del capo.
- Gamma completa di intimo tecnico:
Buon consiglio: dimentica le t-shirt larghe in cotone. Possono sembrare comode e piacevoli sulla pelle, ma non mantengono asciutto il corpo e non proteggono dal freddo.
Felpa
Passiamo allo strato intermedio. Innanzitutto, dimentica le felpe in cotone o i maglioni acrilici. Asciugano lentamente e, una volta bagnati, diventano pesanti come un macigno. Meglio optare per una felpa in pile (fleece). Per gli uomini, i modelli delle marche Northfinder o Husky offrono un ottimo calore. Le donne saranno irresistibili con felpe economiche Regatta o con modelli aderenti della marca americana The North Face.
Il pile (fleece) trattiene molto bene l’aria, che viene successivamente riscaldata, garantendo così una migliore isolamento termico. Ha anche la capacità di assorbire l’umidità dal primo strato (intimo tecnico) e di trasportarla lontano dal corpo. Questi sono i motivi per cui il pile è così apprezzato tra sportivi ed escursionisti, indipendentemente dall’attività o dallo stile di abbigliamento, e perché è una parte fondamentale del corretto sistema a strati (“a cipolla”).

Con questo abbiamo completato due dei tre strati principali e rimane solo l’ultimo: lo strato protettivo, costituito da giacche e pantaloni impermeabili da indossare sopra.
Giacca
Le giacche da trekking sono infinite, realizzate con decine e centinaia di materiali diversi, con caratteristiche più o meno adatte agli escursionisti. Ora cercherò di spiegarti, in modo breve e chiaro, cosa dovresti richiedere a una giacca da trekking.
I criteri principali nella scelta di una giacca dovrebbero essere la sua impermeabilità e traspirabilità. Queste determinano se tornerai a casa bagnato fradicio e congelato oppure asciutto e felice.
Nell’abbigliamento outdoor, spesso ci si imbatte nei termini impermeabilità e colonna d’acqua. L’impermeabilità è il termine tecnico che indica la capacità di un materiale di resistere all’acqua ed è caratterizzata proprio dalla colonna d’acqua, un parametro molto importante che indica quanta pressione d’acqua (cioè quanto forte è la pioggia) il materiale è in grado di sopportare.
| Altezza della colonna d’acqua ed equivalenti per diverse attività: |
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| 450 mm | impermeabilità di un ombrello |
| 5 000 mm | sedersi su una panchina bagnata |
| 12 000 mm | inginocchiarsi nella neve |
| 18 000 mm | pressione degli spallacci di uno zaino carico |
| 30 000 mm | caduta di uno sciatore nella neve bagnata |
Dalla logica sembrerebbe quindi meglio scegliere una giacca con membrana impermeabile superiore a 30.000 mm. MA…
Esiste un certo rapporto tra impermeabilità, prezzo e traspirabilità – ovvero la capacità del materiale di far uscire il vapore acqueo dal corpo. In generale, più alto è il prezzo, migliore è il materiale; migliore è il materiale, migliore è l’impermeabilità o la traspirabilità. Tuttavia, queste due proprietà sono spesso inversamente proporzionali.
Più un materiale è impermeabile, meno è traspirante, e viceversa. Esistono però eccezioni che confermano la regola, come le membrane di alta gamma tipo Gore-Tex, che sono non solo eccezionalmente e permanentemente impermeabili, ma anche ben traspiranti.

- Traspirabilità e permeabilità al vapore
La permeabilità al vapore è la capacità di un materiale di lasciar passare il vapore acqueo. Si misura in g/m²/24h, cioè quanti grammi di umidità un metro quadrato di materiale riesce a far passare in un giorno: più alto è il valore, migliore è la capacità del materiale di “respirare”.
La traspirabilità indica la resistenza del materiale all’evaporazione permanente dell’umidità. L’unità di misura è il Ret (Pa·m²/W). A differenza della permeabilità al vapore, più basso è il valore (minore resistenza del materiale), migliore è la capacità del materiale di “respirare”.
| TRASPIRABILITÀ (secondo ISO 11092) | PERMEABILITÀ AL VAPORE (secondo ISO 2528) |
| RET < 6 (ottima) | più di 16 000 g/m2 in 24 hod. |
| RET 6 - 13 (buona) | 6 000 - 15 000 g/m2 in 24 hod. |
| RET 13 - 20 (sufficente) | 4 000 - 5 000 g/m2 in 24 hod. |
| RET > 20 (insufficiente) | meno di 4 000 g/m2 in 24 hod. |
Ti aspetti tempo pessimo, pioggia, neve e vento? Opta per una giacca con membrana di qualità! Non resterai deluso se sceglierai il marchio ceco High Point, molto apprezzato dagli utenti più esigenti. Se invece desideri qualcosa di più leggero e pratico, secondo la mia esperienza personale, ti sarà più utile un “windbreaker” – una giacca leggera, facilmente comprimibile, con trattamento DWR, rivestimento o una membrana meno performante. Questa soluzione è molto più economica, leggera, facile da ripiegare in tasca o in una custodia da agganciare alla cintura, e anche in caso di pioggia leggera o rovesci vi offrirà una protezione sufficiente. Un vero esperto di “giacche tascabili” è il marchio nordirlandese Mac in a Sac.
DWR è il termine usato dal produttore per indicare un materiale trattato chimicamente che, per un certo periodo, resiste meglio all’acqua. Possiamo considerarlo come una sorta di impregnazione a lunga durata.
Il rivestimento è applicato sempre dal produttore e consiste in uno strato speciale di materiale altamente impermeabile applicato sul lato inferiore del tessuto esterno. Il vantaggio è una durata più lunga rispetto al trattamento DWR, ma a costo di minor traspirabilità e prezzo più elevato.
La membrana è un materiale speciale laminato sul lato inferiore del tessuto esterno, come il rivestimento, ma a differenza di quest’ultimo è molto più resistente all’acqua, ha una vita utile più lunga, costa di più, ma offre una migliore traspirabilità.

Si tratta di un termine generico che indica materiali funzionali moderni multistrato, utilizzati principalmente per la produzione di abbigliamento e calzature outdoor.
Il nome nasce dalla combinazione di due parole inglesi: “SOFT” (morbido) e “SHELL” (guscio). Da ciò si possono facilmente dedurre anche le principali caratteristiche del materiale: resistenza meccanica, impermeabilità, buona capacità isolante, resistenza al vento e traspirabilità.
Qual è il suo fascino e ha qualche limite? Lo scoprirai nell’articolo QUI.

Buon consiglio n. 1
Non dimentica scarpe chiuse, preferibilmente alte, con trattamento impermeabile o membrana, e naturalmente calze tecniche (lascia a casa il cotone e opta per calze realizzate con gli stessi materiali che abbiamo menzionato per l’intimo funzionale).
Buon consiglio n. 2
Vuoi migliorare l’impermeabilità del tuo abbigliamento? Lava i capi di tanto in tanto con un detergente speciale per abbigliamento tecnico e sportivo e successivamente trattateli con prodotti impermeabilizzanti. Se non sei sicuro di quale prodotto sia più adatto e di come applicarlo, chiedi consiglio a un buon rivenditore di abbigliamento e attrezzatura da trekking. Ti saprà sicuramente guidare nel modo migliore.
Per le scarpe, utilizza cera o prodotto impermeabilizzante, a seconda delle indicazioni del produttore. Al primo acquazzone noterai subito la differenza.
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Autore: Vít Hruška
Fonti: unsplash.com
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